CRIMINAL: ÁNGELES BELLOS, BÁRBAROS TATUADOS. EL TATUAJE EN ESPAÑA (1888-1993): 73 (TRUE CRIME) – Plastic Books

CRIMINAL: ÁNGELES BELLOS, BÁRBAROS TATUADOS. EL TATUAJE EN ESPAÑA (1888-1993): 73 (TRUE CRIME)

Prezzo abituale €26,50 EUR
IVA incluso.
Disponibile
Pagine
260 pp.
Lingua
Spagnolo
Editore
La Felguera Editores
Anno
2022
ISBN
9788412466935
Dimensioni
16.5 × 3.5 × 24.0 cm
Scritto da
VV. AA e SERVANDO ROCHA

Il grande libro illustrato del tatuaggio di quella Spagna brutalista, quella che mostrava con orgoglio e sfida pugnali, teschi e cuori sanguinanti.

Edizione di Servando Rocha. C’è stato un tempo, non molto tempo fa, in cui il tatuaggio era riservato a una schiera composta da criminali, apache, detenuti, legionari, prostitute, anarchici o marinai. Sebbene fosse anche di moda tra la nobiltà europea o esibito in circhi e spettacoli di fenomeni. Il suo uso, un codice segreto nelle mani dei fuorilegge, suscitava fascino e interesse in numerosi antropologi, criminologi e medici che, seguendo le idee dell’italiano Cesare Lombroso – padre dell’antropologia criminale – vedevano nel tatuaggio un segno di atavismo e predisposizione alla follia, violenza e omicidio, e nei tatuati stranezze ed esseri misteriosi.

In Spagna, da quando nel 1888 Rafael Salillas, il nostro «piccolo Lombroso», mostrò la sua collezione di tatuaggi di delinquenti patrii, i tatuati, fotografati e studiati, seminavano terrore e sconcerto: ondate di apache con il corpo coperto di disegni osceni e inviti alla vendetta arrivavano in città come Madrid, Barcellona o Bilbao, tra le altre, mentre difendevano la bohème più malavitosa. Più tardi, miliziani e falangisti nascondevano – o direttamente si strappavano – quei segni rivelatori (falci e martelli, gioghi e frecce su braccia e petti) che potevano costare loro la vita, e i legionari – una vera e propria subcultura tatuata – riempivano i loro corpi con croci, madonne e nomi delle loro amate. Anche delinquenti, gang, motociclisti e rockers furono pionieri nel mostrare quelle «cicatrici parlanti», come chiamavano il tatuaggio i comandi di polizia e militari.

Per un secolo il tatuaggio fu «criminale» e marginale, fino a quando nel 1989 il fotografo e tatuato Alberto García-Alix aprì le porte del negozio e studio di tatuaggi El Martillo de Lucifer, dove iniziò la sua inarrestabile popolarizzazione con Mao, leggendario tatuatore che negli anni Ottanta tatuava la marina statunitense a Rota, come una delle sue grandi stelle. Quello che venne dopo lo sappiamo già: il tatuaggio e quello sorprendente stile della «vecchia scuola» divennero di massa, elevandosi a categoria artistica e perdendo l’aura di pericolo del passato.

Servando Rocha, editore di quest’opera unica nel nostro paese, ha indagato e recuperato antichi trattati medico-legali, schede di polizia e numerose fotografie «perdute» nel tempo praticamente mai viste, per costruire un racconto visivo di un secolo di «angeli belli» e «barbari tatuati», insieme a spettacolari collezioni criminologiche francesi, messicane o tedesche, facendo di CRIMINAL il grande libro illustrato del tatuaggio di quella Spagna brutalista, quella che mostrava con orgoglio e sfida pugnali, teschi e cuori sanguinanti.

Titolo
CRIMINAL: ÁNGELES BELLOS, BÁRBAROS TATUADOS. EL TATUAJE EN ESPAÑA (1888-1993): 73 (TRUE CRIME)
Autore
VV. AA, SERVANDO ROCHA
Editore
La Felguera Editores
Pubblicazione
2022
Disponibilità
Disponibile
Lingua
Español
Pagine
260 pp.
ISBN-13
9788412466935