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Desplegarás la memoria
Romanzo rivelazione nell’Europa Centrale, vincitore del Magnesia Litera per la prosa, il massimo riconoscimento della letteratura ceca.
Alle 3:37 del mattino, una telefonata sveglia il protagonista. È sua madre, la cui voce risveglia una corrente di ricordi profondamente sepolti che lo conducono alla sua infanzia e adolescenza a Prerov, una piccola città industriale ceca. Lì, in un ambiente conservatore dove la diversità veniva punita, è cresciuto come giovane omosessuale in una famiglia senza risorse.
Poco a poco, il narratore svela la sua memoria come se sfogliasse un album di fotografie antiche, cercando quei piccoli dettagli che spesso rivelano più di quanto sembri a prima vista. Nel corso delle pagine del romanzo ci parla di sua madre, suo padre e suo nonno; del bullismo scolastico, dell’alcolismo e di come affrontare un orientamento sessuale che si discosta dalla norma. Partendo dalla sua esperienza personale, unisce i pezzi sparsi della storia collettiva della sua famiglia; i suoi segreti e silenzi.
Con una sensibilità paragonabile a quella di scrittori come Édouard Louis e Ocean Vuong, Marek Torcík affronta temi universali ― identità, trauma, appartenenza ― da una prospettiva coraggiosa, onesta e curativa. Il suo primo romanzo, Desplegarás la memoria, ha vinto nel 2024 il Magnesia Litera nella categoria prosa, il premio più importante della letteratura ceca. Nello stesso anno, Torcík è stato anche insignito del Premio Jirí Orten, che riconosce gli autori under trenta con maggiore potenziale.
«Una testimonianza sulla difficoltà di trovare un proprio posto in un mondo che rifiuta, ferisce e sfrutta l’individuo […]. Infonde coraggio per liberarsi dal passato e, soprattutto, rappresenta un appello all’empatia, alla tolleranza e al dialogo come basi per costruire una società più inclusiva» (CT art)
«Torcík riesce a farci entrare pienamente nell’azione, proprio nel punto dove fa più male. Accompagniamo un ragazzo queer negli anni 2000, in una famiglia povera senza padre, con una madre che lavora a turni in fabbrica e un nonno alcolista. Una situazione durissima, ma raccontata non per suscitare pietà, bensì perché è totalmente verosimile e profondamente umana» (Martinus.cz)