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El coraje de la verdad El gobierno de uno mismo y de los otros, II
Autore(i): Michel Foucault
Casa editrice: Ediciones Akal
Data di pubblicazione: 2014-06-04
Rilegatura: Brossura
Pagine: 352
Lingua: es
Il corso intitolato Il coraggio della verità è l’ultimo che Michel Foucault tenne al Collège de France, tra febbraio e marzo del 1984. Foucault morì poco tempo dopo, il 25 giugno. Questo contesto invita a considerare queste lezioni come un testamento filosofico, tanto più che il tema della morte è molto presente, soprattutto attraverso una rilettura delle ultime parole di Socrate: «Critone, dobbiamo un gallo a Esculapio», che Foucault, insieme a Georges Dumézil, interpreta come l’espressione di una profonda gratitudine verso la filosofia, che guarisce dalla sola malattia grave: quella delle opinioni false e dei pregiudizi. Questo corso prosegue e radicalizza le analisi svolte l’anno precedente. Allora si trattava di esaminare la funzione della parrhesia – il «dire veritiero» – in politica, al fine di stabilire, per la democrazia, una serie di condizioni etiche irriducibili alle regole formali del consenso: coraggio e convinzione. Foucault propone a tal fine uno studio spensierato del cinismo antico come filosofia pratica, atletica della verità, provocazione pubblica, sovranità ascetica. Rivolgendo lo sguardo alla scuola cinica, Foucault punta sullo scandalo della vera vita, la vita spostata, la vita «altra», la provocatoria. Propone, per la prima volta, una genealogia dell’artista maledetto, dell’attivista rivoluzionario, dell’eroe filosofico. «Non c’è instaurazione della verità senza una postulazione essenziale dell’alterità; la verità non è mai la stessa; può esserci verità solo nella forma dell’altro mondo e della vita altra.» M. F.