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El viaje inútil – Camila Sosa Villada
Un racconto autobiografico intenso e indimenticabile, con i riferimenti e le chiavi della scrittura di Camila Sosa, il nuovo uragano letterario latinoamericano.
Con rabbia e poesia, questo è il racconto crudo della vita stessa di Camila Sosa Villada, delle sue origini, della sua dolorosa infanzia ― un corpo clandestino di donna flagellato dalla furia alcolica del padre ―, dell’esperienza come travestita che conosce la prostituzione, ma anche il successo nel teatro, e di questo l’esercizio della scrittura, che non può essere che radicale, intensa, alla ricerca di una riparazione impossibile:
«Scrivo affinché una storia venga conosciuta. La storia del mio travestitismo, della mia famiglia, della mia tristezza nell’infanzia, di tutta quella tristezza prematura che è stata la mia famiglia, l’alcolismo di mio padre, le mancanze di mia madre. I traslochi che mi allontanavano per sempre dagli amici, dal clima delle mie stanze, dall’abitudine dei cortili, dalla sicurezza di un nascondiglio. Scrivo per poter dire le immagini che hanno popolato la mia infanzia. Anche per raccontare la lotta della mia famiglia contro la povertà, una battaglia che ci ha devastati e ci ha ammalati di rancori e disamore e indifferenza, tutti contro tutti.»
Sull’autrice
Camila Sosa Villada (Córdoba, Argentina, 1982) ha studiato Comunicazione Sociale e Teatro presso l’Università Nazionale di Córdoba. Nel 2009 ha debuttato con il suo primo spettacolo, Carnes tolendas, retrato escénico de un travesti. È autrice delle poesie La novia de Sandro (2015), dei racconti Soy una tonta por quererte (2022), e dei romanzi Las malas (2020) e Tesis sobre una domesticación (2024).