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La mejor parte de los hombres
Nella Parigi degli anni ottanta e novanta, una giornalista di Libération narra le straordinarie avventure di Willie, Doumé e Leibowitz. Il primo è un giovane provinciale di bellezza splendida che diventa il re della notte gay parigina. Il corso Doumé fu amante di Willie e fondatore del primo movimento di liberazione omosessuale francese. Leibo, l’amante sposato della narratrice, è un giovane filosofo che inizia coll’essere situato nella sinistra divina e conclude la sua carriera in un ministero.
Willie contrae l’AIDS e diventa una figura mediatica al limite del grottesco, e un nemico feroce e sfrenato di Doumé.
La mejor parte de los hombres è il primo romanzo di Tristan Garcia, e ha suscitato un forte interesse da parte della stampa e del pubblico fin dal momento della sua pubblicazione. Con uno stile diretto e un approccio estraneo ai generi autobiografici in voga, Garcia — che per età non poté conoscere gli anni che ritrae — evoca quell’epoca con sorprendente efficacia e vivacità.
Recensioni
«Con La mejor parte de los hombres, il suo primo romanzo, Tristan Garcia si impone come la rivelazione letteraria dell’anno. La sua storia degli anni ottanta e novanta, tra l’ambiente omosessuale e i nuovi filosofi, è un magnifico racconto morale di portata universale.» — Nelly Kaprièlian.
«Garcia descrive con talento le ricomposizioni intellettuali delle due decadi trascorse: l’ultimo respiro delle utopie, la conversione della sinistra al capitalismo, le trasformazioni del militante, il significato delle fratture all’interno della comunità gay, incarnate dall’odio che si nutrono Dominique e William. Con grande coraggio si appropria della storia recente e offre, oltre al destino dei suoi personaggi, un autentico romanzo di idee, cosa molto rara nella letteratura francese.» — Jean Hurin, Le Magazine littéraire.
«In Francia, gli scrittori raramente si avventurano nel territorio della storia contemporanea. Tristan Garcia non ha paura di fare una lettura politica dei dibattiti che l’AIDS ha originato negli anni novanta. Sa narrare in modo stimolante quegli anni che credevamo vuoti, brutti e inutili e, in modo moderno, allo stesso tempo divertente, crudele e patetico, traccia il ritratto di personaggi familiari che ci commuovono quasi senza volerlo.» — François Ozon, Les Inrockuptibles.
«Una lucida crudeltà nera. Una rivelazione.» — Christine Rousseau, Le Monde.
«Un romanzo intenso e aspro come un alcol di contrabbando.» — Claude Arnaud, Le Point.
«La nascita di un autentico scrittore.» — Dominique Fernandez, Le Nouvel Observateur.
Sul autore
Tristan Garcia (Tolosa, 1981) è scrittore e filosofo francese. Si è fatto conoscere in modo fulmineo con il suo primo romanzo, La mejor parte de los hombres, che ha ottenuto il Premio Flore (2008) e lo ha posto come una delle voci più promettenti della sua generazione. La sua opera — narrativa e saggio — esplora temi come l’identità, la politica, la cultura di massa e le tensioni tra desiderio, fama e potere mediatico. Oltre al suo lavoro letterario, svolge una intensa attività intellettuale nell’ambito del pensiero contemporaneo.