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Foto por privado
Il debutto letterario di Simon Chevrier, premiato con il Premio Goncourt per il primo romanzo 2025, lo conferma come una delle nuove voci più importanti della letteratura francese contemporanea.
«Con una sincerità cruda e disarmante, la prosa lucida e cruda di questo primo romanzo commuove per il suo rifiuto di sedurre […]. Bisognerà seguire da vicino Simon Chevrier».
Philippe Jean Catinchi, Le Monde
«Quando mi sono iscritto a questo sito un anno fa, lo spazio per l’annuncio aveva un limite di cento caratteri. Su di me: Studente di lingue, amante su misura per uomini colti, tariffe e foto in privato».
Tra delusione e rinuncia, il narratore scivola verso un’esistenza sempre più precaria. La famiglia è lontana, il padre si ammala, gli incontri tramite Grindr si susseguono senza lasciare traccia e i lavori temporanei a malapena permettono di mantenersi. Da qualche mese, quasi come una conseguenza inevitabile, ha iniziato a prostituirsi.
Tutto cambia quando un ritratto appeso sopra il letto di un amico cattura la sua attenzione. Si tratta di una fotografia in bianco e nero di Peter Hujar. In essa, un giovane curvo si succhia l’alluce mentre sostiene lo sguardo della macchina fotografica tra sfida e abbandono. Come se l’immagine nascondesse una chiave intima, il narratore inizia un’indagine che lo condurrà nella New York artistica degli anni Ottanta, segnata dalla crisi dell’AIDS, e a una storia che comincerà a offrirgli risposte inaspettate.
Sotto un’apparente leggerezza, la scrittura di Simon Chevrier procede con un’emozione contenuta che cresce senza concessioni fino a provocare un nodo alla gola. Un debutto intenso e preciso che ritrae la fragilità affettiva, il desiderio e la ricerca di senso in una generazione sospesa tra sopravvivenza e memoria.